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Pino Bertelli, artista viaggiatore alla scoperta del Mediterraneo

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Venerdì 11 dicembre ospite della Galleria Fotografica di Cine Sud con la mostra “Etiopia”

Nella realtà culturale di Montepaone lido sarà ospitato l’autore accompagnato dalla documentarista Paola Grillo

Ha ereditato dalla nonna partigiana l’amore per il diverso, l’escluso, il povero, Pino Bertelli cantore dei popoli appartenenti ad una periferia del mondo mai sentita come altro da sé, ma vissuta in prima persona da un artista viaggiatore alla scoperta del Mediterraneo. Si annuncia come un incontro culturale ed umano di grande spessore quello con Bertelli che, nel suo lavoro di giornalista e fotografo, rimane coerente con la scelta di allontanare ogni spettacolarizzazione dei sentimenti, per mettersi all’ascolto delle storie dei “seminatori di pace”. Un lavoro che difende nel corso degli anni la necessità di realizzare una ribellione culturale assai significativa in un momento storico particolare come quello attuale in cui predicare la fratellanza sembra essere comunemente percepito come una resa.

Una missione che diviene una scelta di vita per l’artista giornalista, fotografo di strada, filmmaker, critico di cinema e fotografia che condivide con la moglie Paola Grillo (documentarista) un viaggio che ha costretto il mondo a vedere la presenza delle storie soppresse, esaltando la dignità come elemento comune delle popolazioni ritratte. Ad ospitare i due artisti sarà la Galleria Fotografica di Cine Sud che con “Etiopia” inaugurerà, il prossimo 4 dicembre, una nuova mostra ad ingresso gratuito per curiosi ed appassionati di fotografia.

Etiopia si inserisce nel più ampio progetto legato al lavoro sul Mediterraneo- spiega Bertelli- inteso come crocevia dei destini più o meno disperati in cerca di una vita più giusta e umana. Da questa esperienza, condivisa con mia moglie, sono nati diversi libri e un lavoro videografico intitolato “Donne del mediterraneo” che andrà a completare la mostra “Etiopia” nella sua tappa calabrese. Il filo conduttore che unisce le storie di persone appartenenti a diverse civiltà è la dignità che le caratterizza. Le persone fotografate sono quelle incontrate lungo un viaggio in cui abbiamo voluto che fossero loro stesse a raccontarsi fornendo una sorta di autoritratto che consegnasse la loro immagine per testimoniare la possibilità di una “visione differente”. Molte di queste persone in cui oggi ritroviamo Musulmani, Cristiani e Pagani hanno scelto di firmare una sorta di liberatoria in cui accettano di divenire “testimoni di pace”.

L’esigenza di comunicare attraverso le immagini (che per Bertelli si lega all’esperienza biografica dell’ incontro con Pasolini da cui ha ricevuto in dono la prima macchina fotografica) si oppone al vuoto lasciato da molti altri lavori realizzati nei vari campi della comunicazione, risultati ciechi di fronte la volontà degli “ultimi” di esaltare una bellezza ingiustamente trascurata.

L’esigenza di questi popoli – spiega Bertelli – era quella di far vedere la bellezza della dignità degli ultimi, degli oppressi, degli sfruttati; una bellezza che, come sostenevano i greci, contiene anche una giustizia. La nostra “civiltà” (se così si può definire) ha oltraggiato per secoli il Sud della Terra, pensando e credendo che fossero solo popoli da saccheggiare rapinare, sfruttare, ignorando la loro antichissima cultura. Le loro lacrime, versate da secoli, devono far riflettere sul fatto che non è con la guerra, con nessuna guerra (non esistono guerre sante, umanitarie o giuste) ma con la pace e con l’amore, che si può trovare una convivenza più umana tra i popoli”.

Parole che escono dall’eco comune quelle di Bertelli che arrivano in un momento storico in cui si sente vicina la possibilità di una nuova guerra mondiale, nella generale percezione che qualcosa stia sfuggendo all’opinione pubblica.

Non si è capito niente – continua Bertelli – le guerre sono gestite da un numero ristretto di governi che prima sfruttano le terre colonizzate e che poi, con la guerra, pensano di portare la pace. La pace si porta con la pace”.

Francesco Mazza con entusiasmo accoglie la mostra Etiopia e sottolinea che oltre alle splendide fotografie, saranno le grandi doti umane del Maestro Pino Bertelli il Litmotiv di Etiopia la mostra sarà esposta presso la propria galleria dal 4 al 19 dicembre e il merito di questa prossima e meravigliosa esperienza, va interamente riconosciuto alla Roots Calabria Foundation.

 

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