Naviga per Categoria

The Bibi Files (2024) di Alexis Bloom

Inserito da serrilux

The Bibi Files (2024) di Alexis Bloom

“Credo che ognuno di noi, se fosse nato in un campo di concentramento e non avesse da cinquant’anni nessuna prospettiva da dare ai figli, sarebbe un terrorista” (Giulio Andreotti, che dio lo riposi fra i rovi dei deserti). Con Benjamin Netanyahu, Raviv Drucker, Nimrod Novik), versione speciale e prima uscita italiana, 2026.

Il cinema è la grande puttana della civiltà dello spettacolo… non sono mai stati fatti tanti film nella storia del cinema come nell’era digitale… tutti brutti e tutti piegati alle seduzioni inconsistenti della superficialità truccata dalla tecnica… la più grande idiozia che abbia mai concepito l’affarismo cinematografico è quella della mitologia del cinema come arte filtrata attraverso la soppressione del desiderio di bellezza, di libertà e di giustizia… senza capire mai che contro l’ingiustizia non possiamo ammettere una rivolta parziale, ma solo una rivolta eterna, perché eterna è la miseria dell’umanità (da e con E.M. Cioran)… è il lirismo della sofferenza che provoca un incendio delle idee e si batte fino alla morte per la conquista di una società più giusta e più umana.

The Bibi Files è un documentario d’inchiesta, diretto da Alexis Bloom, regista e produttrice sudafricana, prodotto Alex Gibney, premio Oscar 2008 per il documentario Taxi to the Dark Side (2007)… qui Gibney racconta di un tassista afghano di 22 anni che nel 2002 venne arrestato dai soldati americani in Afghanistan con la falsa accusa di essere coinvolto in un attacco missilistico contro la base USA di Camp Salerno… il tassista fu rinchiuso nella base aerea di Bagram e sottoposto a forti torture per cinque giorni, fino a morire. Le sue gambe erano così massacrate che se sarebbe sopravvissuto avrebbero dovuto amputarle. Il regista parte dall’inchiesta giornalistica di Tim Golden per il New York Times e denuncia l’uso sistematico della tortura e della violazione dei diritti umani dell’amministrazione Bush durante a guerra in Afghanistan. Il documentario — attraverso fotografie, video e interviste ai soldati coinvolti nelle violenze — risale alla filiera di comando fino ai vertici politici e militari che hanno autorizzato e giustificato le torture negli interrogatori dei presunti colpevoli… e tocca anche le infime pratiche di detenzione della CIA a Guantanamo di Cuba.

Alex Gibney, inoltre, è autore del controverso documentario su Julian Assange, We Steal Secrets: The Story of WikiLeaks (2013), prodotto da Alexis Bloom e Marc Shmuger, che non è piaciuto ad Assange… tuttavia resta un atto di accusa profondo contro la corruzione delle banche svizzere, dei governi islandesi e kenioti… denuncia lo smaltimento dei rifiuti tossici in Costa d’Avorio della Probo Koala, una nave cargo noleggiata dalla multinazionale olandese Trasfigura che ha attraccato nel porto di Abidjan nel 2006 e trasportato 500 tonnellate di rifiuti altamente tossici, prelevati da scali europei, scaricati in 18 discariche a cielo aperto e intossicato oltre 100.000 abitanti… a distanza di venti anni dallo sversamento di rifiuti tossici in Costa d’Avorio… i cittadini ivoriani attendono ancora giustizia e i risarcimenti promessi dalle sentenze dei tribunali e corti dei diritti umani.

Alexis Bloom è cresciuta a Johannesburg da padre ebreo e madre tedesca, si trasferisce in Inghilterra nel 1988, nel 1999 si stabilisce negli Stati Uniti e si laurea alla UC Berkeley Graduate School of Journalism nel 2001… ha diretto i documentariBright Lights: Starring Carrie Fisher and Debbie Reynold (2016), Divide and Conquer: The Story of Roger Ailes (2018), Catching Fire: The Story of Anita Pallenberg (co-regia, Sveltana Zill, 2023) e The Bibi Files… i lavori sono segnati da un’intensa attenzione estetica e sociale… la filosofia filmica della Bloom emerge dal rigore del giornalismo investigativo e l’oltrepassamento delle cronache biografiche… incrocia conflitti politici a materiali d’archivio sovente inediti o segreti… i potenti e i carnefici sono individuati come “maschere” che reprimono dignità e diritti dell’uomo… come in The Bibi Files, appunto… incentrato sulle accuse di corruzione, frode e abuso di ufficio mosse contro il Primo Ministro israeliano Benjamin “Bibi” Netanyahu.

“Bibi”, dopo essersi laureato in architettura e in business administration al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e rappresentato lo Stato di Israele alle Nazioni Unite, nel 1993 ha assuntolaguidadelpartitoLikud,lacolonnaportantedelladestranazionalistaisraelianachesostiene il diritto del popolo ebraico a Stato sovrano su entrambe le sponde del fiume Giordano. Il Likud rivendica attivamente l’espansione armata e il consolidamento degli insediamenti ebraiciinCisgiordania(GiudeaeSamaria),consideratiterritorilegittimiestrategiciperladifesadello Stato di Israele. Il buon “Bibi” è responsabile del genocidio del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania da parte dei militari del governo sionista israeliano nel 2025… denunciato dai Rapporti dell’ONU e prontamente respinti dallo Stato di Israele e dagli Stati Uniti.

Il governo fascista italiano ha seguito la linea politica di netto rifiuto e ha contestato il termine “genocidio” in riferimento alla Striscia di Gaza. La borgatara della Garbatella (Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana) e i ministri Tajani (Vicepresidente del Consiglio dei ministri) e Crosetto (Ministro della difesa), si sono distinti per appoggiare l’esportazione di armi verso Israele attraverso l’azienda Leonardo, S.P.A., come scrive Amnesty International… dove Marco Minniti (PD) ricopre il ruolo di Presidente di Med-Or, una fondazione nata per iniziativa del colosso di produzione bellica per la difesa e per la sicurezza di chi?… delle multinazionali del crimine e dei governi collusi con le mafie, forse?… il Med-Or include grandi aziende di Stato come Eni, Enel, Fincantieri e Ferrovie dello Stato… la Leonardo, insieme ad altri giganti europei come MBDA, Space Alliance, ATR, Eurofighter GmbH… produce e controlla il mercato delle armi… MBDA è il principale consorzio europeo specializzato nella progettazione e produzione di sistemi missilistici, Space Alliance si occupa di servizi satellitari e infrastrutture spaziali… tutto un sistema di produzione bellica che è a monte delle guerre sull’intero pianeta.

The BibiFiles, va detto, non è un “grande” documentario… è un film-documento che evidenzia la corruzione di Netanyahu e della sua famiglia… il film è vietato in Israele… vediamo perché?… il lavoro della Bloom s’incentra sulle registrazioni degli interrogatori della polizia israeliana a Benjamin Netanyahu, alla moglie Sara, al figlio Yair, ai suoi collaboratori e ad alcuni dei più potenti uomini d’affari del Paese, realizzate nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro dello Stato di Israele… la regista ha scovato centinaia di ore di materiale riservato, fatto uscire clandestinamente da Israele… mai visto prima… Netanyahu è ripreso lontano dai comizi, dalle conferenze stampa e dalle parate ufficiali… è l’uomo interrogato dalla polizia e chiamato a rispondere delle accuse di pervertimento che da anni accompagnano la sua carriera politica.

Il film-documento della Bloom va molto oltre l’inchiesta giudiziaria… davanti alle telecamere sfilano testimonianze, interrogatori segreti, video privati che ricostruiscono un sistema di potere della famiglia Netanyahu… lo scontro sul sistema giudiziario e l’uso politico e terrorista dell’estrema destra israeliana che porta fino allo sterminio di Gaza. Quello che esce sullo schermo non è soltanto il ritratto di Benjamin “Bibi” Netanyahu… è un’analisi inquisitoria sul rapporto tra potere, giustizia e ingerenza politica, e su ciò che può accadere a una democrazia quando il destino personale e tirannico di un capo di Stato finisce per intrecciarsi con quello di un intero Paese. Benjamin Netanyahu è il leader che più a lungo ha governato il Paese… e The Bibi Files ci fa vedere le tragedie di un potere che ha segnato Israele per quasi trent’anni.

Il fulcro del film-documento è costituito, come abbiamo già detto, da una serie di video segreti registrati dalla polizia israeliana tra il 2016 e il 2018 e altri filmati tra il 20121 e il 2024… la famiglia Netanyahu è accusata di oltraggi, truffe, favori con magnati dei media internazionali per ottenere coperture e protezioni… “Bibi” è un uomo al comando che si considera un Re… richiede regali preziosi a uomini ricchissimi che si rivolgono a lui per traffici da milioni di dollari, come le leggi sull’esenzione fiscale, oppure prestiti bancari, scrive Fanpage… il personaggio di Netanyahu è una sorta di caricatura del “premier di ferro”, la moglie Sara sembra una maîtresse di un bordello di provincia, il figlio Yair appare come uno sbroffuncello che sbrodola sparate politico-ideologiche improntate agli slogan della destra nazionalista più estrema… i pochi inserti e immagini legati ai bombardamenti sulla Palestina anticipano il genocidio di Gaza del 2025. I dati complessivi della guerra israeliana denunciano decine di migliaia di vittime palestinesi (superano i 73.000 morti stimati nel conflitto prolungato), con oltre l’80% degli edifici danneggiati o rasi al suolo e una gravissima crisi alimentare confermata anche a Gaza City nel 2025… come è noto… la Corte Penale Internazionale (CPI) ha ritenuto l’azione israeliana “genocidaria” ed espresso mandati di arresto contro Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant per l’utilizzo della fame come arma di guerra.

Paesi come Sudafrica, Turchia, Spagna, Irlanda, Bolivia, Cile, Cuba, Brasile, Messico… hanno depositato dichiarazioni o supportato l’accusa di genocidio a sostegno di Gaza… Stati Uniti, Germania, Italia, Grecia, Portogallo, Polonia, Paraguay, Costa Rica… hanno espresso il rifiuto o la contrarietà alle accuse di genocidio rivolte a Israele e ribadito il diritto alla difesa di Israele. Regno Unito, Francia, Canada, Australia, Belgio, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca, Finlandia e Nuova Zelanda rimandano alla decisione definitiva della Corte Internazionale di Giustizia il concetto di genocidio a Gaza. L’Unione Europea ha sollevato preoccupazioni per la violenza di Israele contro il popolo palestinese ma ha accuratamente evitato il termine “genocidio”… Cina, India e Russia si sono astenuti ad esprimere il loro giudizio sulla situazione genocidiaria di Gaza, poiché non sono estranei a pratiche estreme di discriminazione sociale. L’International Association of Genocide /cholars (IAGS) ha definito le azioni e le politiche di Israele a Gaza come genocidio, crimine di guerra e crimine contro l’umanità.

Tutto ciò che è veramente politico comincia dopo che si è detto basta alla politica istituzionale… l’insurrezione dei popoli devastati dai nuovi colonialismi trovano il loro valore nella sincerità, nelle fiamme e nel sangue… poiché ogni popolo insorto da una sofferenza sconfinata diventa il centro dell’universo e della storia… davanti a un tribunale degli angeli ribelli, il solo ebreo sionista buono è quello morto.

Piombino, dal vicolo dei gatti in amore, 8 volte ottobre, 2026

Alexis Bloom