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NAZA, 2026, di Yuval Abraham e Rachel Szor

Inserito da serrilux

NAZA, 2026, di Yuval Abraham e Rachel Szor

a mia nonna partigiana,
perché diceva che alla violenza delle tirannie va risposto con la violenza dei popoli, e aveva ragione…

I. Sulle origini del genocidio del popolo palestinese

C’era una volta e una volta non c’era… nel Novecento, l’idea della “Grande Israele” si è laicizzata ed è diventata il pilastro del sionismo revisionista di estrema destra, fondato da Zeev (Vladimir) Jabotinsky nel 1925 (sulle orme razziste di Theodor Herzl che ne aveva gettato le basi al congresso di Basilea del 1897) e si opponeva alla spartizione della Palestina mandataria britannica del 1948. Come tutti sanno, almeno i più attenti alla ciclicità della storia dei potenti sui più deboli, la Palestina mandataria britannica ha costituito una strategia geopolitica amministrata dal Regno Unito a partire dal 1920 su mandato della Società delle Nazioni, in seguito al crollo dell’Impero Ottomano nella Prima Guerra Mondiale. L’anno 1948 rappresenta lo spartiacque fondamentale che ha portato alla fine del controllo inglese, alla proclamazione dello Stato di Israele e al contemporaneo inizio del conflitto arabo-israeliano. Il Regno Unito decise di rimettere il mandato alle neonate Nazioni Unite… il 29 novembre 1947, l’ONU approvò la Risoluzione 181, che prevedeva la spartizione della Palestina in due Stati indipendenti, uno arabo e uno ebraico. Gerusalemme doveva essere sottoposta a un regime internazionale speciale. Gli israeliani accettano il piano, mentre i palestinesi e gli Stati arabi lo respinsero e rivendicarono l’autodeterminazione del popolo palestinese.

Nel 1949 lo Stato di Israele si era già esteso oltre il 78% del vecchio territorio mandatario e la Cisgiordania e la parte Est di Gerusalemme subirono l’invasione dei carri armati israeliani, la Striscia di Gaza venne passata sotto l’amministrazione militare dell’Egitto… l’occupazione della Palestina da parte delle milizie israeliane coincise con l’espulsione dalle loro case e la fuga di 700.00 arabi palestinesi, i villaggi furono distrutti o ripopolati da immigrati ebrei. Nella guerra dei sei giorni (5/10 giugno 1967) le truppe di Israele sconfissero la coalizione araba formata da Egitto, Siria e Giordania e triplicarono l’estensione del territorio che passò sotto la loro sorveglianza militare… la geopolitica del Medio Oriente fu ridisegnata nei bagni di sangue dello Stato di Israele che si trovò ad amministrare territori densamente popolati da arabi palestinesi (Cisgiordania e Gaza) ed ebbe inizio la questione dei territori occupati e l’ingerenza degli insediamenti ebraici… in opposizione alla politica espansionista della “Grande Israele” nasce l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) guidata da Yasser Arafat che andrà a permeare le forme di insurrezione del popolo palestinese.

Il concetto della “Grande Israele” (in ebraico Eretz Yisrael HaShlema, letteralmente “La Terra d’Israele intera”) è un’espressione politico-ideologica e religiosa che indica l’estensione della sovranità ebraica ben oltre i confini internazionali riconosciuti dello Stato di Israele del 1948… una visione autoritaria che si estende su un territorio vastissimo, dal fiume d’Egitto (il Nilo) fino al grande fiume, Eufrate, includendo parti degli attuali Egitto, Siria, Giordania e Iraq (Fondazione Giangiacomo Feltrinelli)… la “Grande Israele” è una versione manipolata dalla Genesi (15,18) dell’Antico Testamento che parla della Terra promessa degli ebrei: «In quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abramo: “Alla tua discendenza io do questo paese, dal torrente d’Egitto fino al grande fiume, il fiume Eufrate”». Da qui parte la retorica sulla storia archeologica e il dominio di Israele sulla terra di Palestina… lasciamo agli storici senza bavagli spiegare le ingiustificate repressioni dei militari israeliani che negli anni hanno perpetuato sui dissidenti e sui civili palestinesi… i colonizzatori non hanno mai compreso che la lacrima di un bambino ha radici più profonde dei loro fucili.

Alla fine del 1987 entra sulla scena del conflitto israeliano-palestinese Hamas (acronimo arabo di Ḥarakat al-Muqāwama al-Islāmiyya (“Movimento Islamico di Resistenza”)… è un’organizzazione politico-militare palestinese, islamista e sunnita, fondata l’8 dicembre 1987 dallo sceicco Ahmad Yassin e altri esponenti legati alla Fratellanza Musulmana, in concomitanza con lo scoppio della Prima Intifada (dicembre 1987). Il termine arabo di “Intifada” significa “Sussulto” o “Incrollabile risveglio”. Hamas si pone in aperta opposizione all’OLP di Yasser Arafat… ne scaturisce una divisione del territorio palestinese… Hamas assume la direzione ferrea della Striscia di Gaza, Fatah (partito politico fondato da Arafat, influente all’interno dell’OLP) e l’ANP (Autorità Nazionale Palestinese) mantengono l’amministrazione civile in Cisgiordania… a partire dagli anni ’80/’90 Fatah ha cessato azioni di guerriglia urbana e ha intrapreso una svolta diplomatica… Hamas ha continuato la resistenza attraverso azioni di logoramento con imboscate, lanciarazzi ed esplosivi improvvisati contro Israele.

Come è noto, la mattina del 7 ottobre del 2023 in Israele si celebra il Sukkot (festa delle capanne e dei tabernacoli nella quale si ringrazia Dio per i frutti della terra e la fine della vendemmia)… 3.000 miliziani di Hamas lanciano un attacco senza precedenti a Israele… fanno irruzione nei kibbutz oltre il confine di Gaza. È l’inizio dell’operazione “Tempesta di Al-Aqsa”. Più di 1.200 i morti e 251 le persone rapite, tra cittadini israeliani e stranieri residenti nel Paese. Nel medesimo giorno Israele lancia l’operazione “Spade di ferro”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu forma un governo di emergenza e dichiara lo stato di guerra. I bombardamenti aerei sulla Striscia di Gaza sono massicci, seguiti da una sconvolgente invasione di terra… dall’inizio dell’offensiva militare israeliana è stato stimato che le vittime palestinesi sono state oltre 74.000… la maggior parte civili. Le perdite israeliane sono calcolate tra 1200-1300 civili e 100 militari israeliani. I detestatori d’ogni dominazione non hanno scelta… o subiscono gli imperativi del totalitarismo o insorgono contro il dilagare dell’ingiustizia. L’assolutismo politico o religioso genera conflitti… se vogliamo costruire comunità egualitarie, bisogna prima abbattere governi, cattedrali, caserme, banche, partiti che rappresentano la catastrofe del genere umano.

Uno dei miei “cattivi maestri”, Louis-Ferdinad Céline, aveva visto lontano quando scriveva: «Tutte le democrazie, tutta l’asfissia capitalista non sono che le facciate dello stesso potere. L’ebreo è il re del mondo moderno, un re invisibile che muove i fili della nostra agonia»… le sinistre francesi e italiane, principalmente, lo tacciarono di antisemitismo e incitazione all’odio razziale e i suoi pamphlet al cianuro contro ogni forma di autoritarismo furono sequestrati e ritirati dalle librerie… in Italia le “mosche cocchiere” del P.C. I. si affrettarono a linciare l’antisemita, l’anarchico di destra, i folle autore di uno dei massimi libri del ‘900 (Viaggio alle fine della notte, 1932) e con il medesimo fervore ideologico dei nazisti allestirono censure e roghi contro l’opera di Céline… naturalmente la storia di un genio della letteratura mondiale li ha sconfessati e sono franati insieme al muro di Berlino nella cloaca delle loro imposture. In Bagattelle per un massacro (un capolavoro di scrittura in anarchia) Céline espone tutta la pericolosità dell’odio primordiale contro i contestatori delle religioni monoteiste e in modo particolare di quella ebraica, si scaglia contro i furori d’onnipotenza degli ipocriti dei governi… li considera ciarlatori, parassiti, mascalzoni, balordi, cacche, marmaglia, assassini… e il tempo, che è sempre galante con i sovversivi d’ogni stagione storica, gli ha dato ragione.

Come si può leggere nella stampa internazionale più aperta e nelle dichiarazioni ufficiali di molti Paesi (non degli Stati Uniti e dell’Italia), lo Stato di Israele è stato incriminato di sterminio… nel settembre 2025 una Commissione d’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto dove accusa esplicitamente Israele di genocidio a Gaza… la commissione ha rilevato una chiara intenzione strategica volta a distruggere la popolazione palestinese della Striscia di Gaza. A guidare la Commissione è stata un’importante giurista sudafricana Navi Pillay, Premio Nobel par la Pace 2026. La Corte Penale Internazionale (CPI) — che giudica le responsabilità penali dei singoli individui e non degli Stati — ha emesso mandati d’arresto per il premier Benjamin Netanyahu e per l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant. I giudici della CPI hanno ravvisato la sussistenza di accuse per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, con particolare riferimento all’uso intenzionale della fame della popolazione civile come metodo di guerra. Finiamola qui. Il genocidio di qualsiasi popolo implica una sospensione straziante dei diritti dell’uomo, una fenomenologia della violenza che va contrastata e combattuta con ogni mezzo possibile… fino a quando l’ultimo tiranno non sarà abbattuto, l’uomo non sarà libero.

II. Di NAZA

Il cinema, quando è grande, figura il ritratto di un’epoca… l’eccezionale documentario NAZA (acronimo di “danni o vittime collaterali”) dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, denuda e denuncia gli atti criminali del governo sionista israeliano sul popolo palestinese… sembra che i sionisti israeliani non solo si sono dimenticati della Shoah (come del resto i politici italiani della Resistenza) ma l’hanno applicata sull’innocenza dei civili palestinesi. Il sionismo è un’ideologia colonialista, razzista, segregazionista, dice a ragione, Moni Ovadia… derivata dal colonialismo occidentale, tesa a cancellare deliberatamente l’esistenza della popolazione araba autoctona… lo Stato sionista di Israele esprime una politica criminale e genocidaria attraverso la brutalità, l’occupazione e l’apartheid… l’alto numero di vittime civili, la distruzione sistematica delle infrastrutture vitali (ospedali, scuole, reti idriche) e i bombardamenti di massa sulla Striscia di Gaza, mostrano l’intenzionalità dell’estrema destra israeliana e del Primo Ministro Benjamin Netanyahu di volere l’annientamento del popolo palestinese.

Vi sono governi a cui è dato imporre soltanto il veleno delle ideologie e delle dottrine… per i quali ogni vocazione di conquista è un ondata di dolore e ogni gesto di sottomissione è una nuova occasione di tortura e di carneficina… i militari, i coloni e i servizi segreti di Israele esprimono da sempre un’esaltazione del sopruso e della violenza contro chi si oppone alla loro terribilità in nome di correnti messianiche-religiose revisioniste e fasciste che promuovono il saccheggio e la repressione dei territori palestinesi e affermano lo Stato di Israele con un nuovo Olocausto. Solo i pesci morti seguono la corrente… il sionismo è un male come i cessi lavati male… è il suicidio della pulce che si crede un re… è un abominio e la vergogna del nostro tempo.

Oltre agli Stati Uniti, il governo italiano e il partito della sinistra al caviale, il PD, colluso con affari sporchi (come il mercato delle armi), si sono distinti in bella comunione con l’inclinazione guerrafondaia di Israele… hanno praticato un’esacerbazione della politica dispotica e mostrato l’enorme quantità di miseria umana di cui è capace l’arco parlamentare italiano… un branco di esaltati del voto elettorale che l’incorona nel privilegio e nelle corruzioni, disconosciuti da quasi 16 milioni di italiani che buttano la scheda nella spazzatura… uomini e donne stanchi di essere governati in questo modo e a questo prezzo, sempre in attesa di uno sconvolgimento sociale dell’intero Paese a cui prendere parte. Ci sono tempi per seminare e altri tempi per falciare… tempi in cui il popolo dice: “La festa è finita!”.

Nella panacea dei film internazionali piegati a tutte le prostituzioni del successo e del consenso mercantili e il cinema italiano, il più brutto del mondo, né è un chiaro esempio… il documentario d’inchiesta NAZA è una risposta estetica ed etica su come il cinema possa rinnovare forme creative di resistenza al presente. Abraham e Rachel Szor, cineasti e attivisti israeliani e autori di dirompenti documentari sull’occupazione militare israeliana e i loro eccidi in Palestina… coautori con Basel Adra e Hamdan Ballal di No Other Land (2024), premio Oscar per il miglior documentario nel 2025… con Naza sono riusciti a mostrare la freddezza distruttrice del governo sionista di Israele e sconfessare l’impero di menzogne sul quale si regge il modello nazista della “Grande Israele”.

NAZA si sviluppa nel cielo sopra i tetti di Tel Aviv e la quotidianità serena degli israeliani colti nelle case e nel traffico stradale della città di notte — che fanno da sfondo alle testimonianze anonime di 24 membri dell’intelligence e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) —… le voci dei militari sono state alterate e i volti oscurati per ragioni di sicurezza… i racconti dei soldati registrano i meccanismi di pianificazione degli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023… la distruzione di interi quartieri di Gaza e l’uccisione di massa dei civili compiuta con l’uso dei software e gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale come il Lavander e Where’s Daddy? (“Dov’è papà?”). Il Lavender è un sistema di intelligenza artificiale utilizzato per identificare decine di migliaia di sospetti militanti palestinesi, usato dai militari israeliani nei bombardamenti indiscriminati… Where’s Daddy? (“Dov’è papà?”) è il software di tracciamento geolocalizzato ideato per monitorare i palestinesi tramite il segnale telefonico… nei bersagli delle bombe rileva un numero elevato di vittime, inclusi donne e bambini, considerati come “danni collaterali”.

NAZA nasce dalle inchieste pubblicate tra il 2023 e il 2025 su «+972 Magazine», «Local Call» e «The Guardian»… il produttore esecutivo è Jonathan Glazer, il regista britannico già vincitore dell’Oscar per La zona d’interesse (2023), uno dei maggiori film mai fatti sui campi di sterminio nazisti. Yuval Abraham (co-regista, sceneggiatore e volto principale del documentario), è il giornalista investigativo che conduce le interviste sui tetti di Tel Aviv… Rachel Szor è co-regista, sceneggiatrice, direttrice della fotografia e ha curato il montaggio dell’opera… il commento musicale di Mica Levi e Rudi Zygadlo è strutturato su sonorità elettroniche distorte, musica industriale e toni d’ambiente che si fondono col sound design e montaggio del suono di Lars Ginzel, Benjamin Hörbe e Rob Farr… e si alternano a momenti di silenzio e rumore di fondo della città di Tel Aviv. Mica Levi, ricordiamolo, ha ricevuto il premio Oscar per la migliore colonna sonora nel film (non proprio eccezionale di Pablo Larrain, Jackie (2016)… incentrato su Jacqueline Kennedy nei giorni immediatamente successivi all’assassinio del marito, il Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy, avvenuto il 22 novembre 1963. Dietro ogni simulacro che crolla, c’è sempre un universo di speranze mai tradite che continuano a vivere.

NAZA si apre sulla scuola del Mossad (agenzia di intelligence israeliana) negli anni ’70… è l’inizio della disumanità di un regime che diventa metodo… un inquadramento di sorveglianza dei palestinesi attraverso la telefonia che applica e allarga la dissimulazione sulle strategie globali di guerre pianificate nel detto più celato: “Attraverso l’inganno farai la guerra”. Il motto ufficiale del Mossad, preso da un versetto del Libro dei Proverbi (11:14) recita: «In mancanza di una guida il popolo cade, ma la salvezza sta nel gran numero di consiglieri». I reparti specializzati del Mossad, incaricati nei complotti di assassinio mirato e sabotaggi fuori dai confini di Israele, come l’unità Kidon (“le baionette”), scrive l’ex agente del Mossad, Victor Ostrovsky (con Claire Hoy) nelle sue controverse memorie (Attraverso l’inganno, 1991), vengono selezionati quasi esclusivamente dalle forze speciali dell’esercito israeliano (IDF). I metodi storicamente attribuiti all’unità includono (come si evince da un’attenta ricerca in Rete): Spionaggio internazionale e omicidi di scienziati nucleari iraniani; l’Operazione Collera di Dio alle Olimpiadi di Monaco del 1972; l’assassinio di Mahmoud al-Mabhouh (Dubai, 2010); uso di veleni avanzati a rilascio graduale (difficili da rilevare nelle autopsie); ordigni esplosivi microscopici miniaturizzati all’interno di oggetti di uso comune (come telefoni cellulari); agguati rapidi in moto, con un pilota e un tiratore scelto che colpisce il bersaglio nel traffico cittadino. Gli operatori (uomini e donne) dell’unità Kindon sono addestrati per avere un’eccezionale preparazione atletica, un sangue freddo assoluto e la capacità di integrarsi perfettamente in contesti culturali stranieri, parlando spesso più lingue senza alcun accento. L’unità Kindon opera in totale clandestinità e le identità dei suoi membri attivi è coperta dal segreto di Stato.

Sono occorsi tre anni di lavoro nelle notti sui tetti di Tel Aviv alla troupe di Yuval Abraham e Rachel Szor per registrare le conversazioni segrete con ufficiali e soldati israeliani coinvolti nella sorveglianza e nell’uccisione dei civili a Gaza… sono sempre filmati nell’ombra… e le loro confessioni non cercano assoluzioni né ripensamenti… qualcuno descrive il proprio lavoro come “incredibilmente divertente”… altri dicono: «Il sistema era programmato per avvisarci con la notifica “Il papà è tornato a casa”. Sapevamo benissimo che colpire un obiettivo dentro la sua abitazione significava uccidere anche la moglie, i figli e i vicini di casa. Ma la priorità era non perdere il bersaglio, i civili erano solo una variabile numerica nel calcolo del Nezek Agavi (danno collaterale)» o «Eravamo seduti in stanze climatizzate a Tel Aviv, guardando schermi ad alta risoluzione. Per noi non erano esseri umani, erano solo pixel da cancellare premendo un tasto. L’algoritmo decideva e noi eseguivamo senza fare domande»… qualcuno riflette un po’: «Siamo cresciuti con il mito dell’esercito più morale del mondo e con il trauma storico delle persecuzioni subite dal nostro popolo. Trovarmi lì dentro e rendermi conto che l’ordine reale, nei fatti, era l’annientamento sistematico di un intero popolo senza lasciare tracce, mi ha spezzato qualcosa dentro». Le parole dei soldati intrecciate alla visione filmica (straordinaria) della Tel Aviv notturna incrinano il cuore… la bruttezza ideologica delle narrazioni sconvolge la bellezza estetica dell’ambiente… la calma delle persone intraviste dalle finestre e i flussi di auto che illuminano le strade s’intrecciano alle sagome nere dei soldati e alle domande pungenti dell’intervistatore… la chiusa è di una tragica potenza e nella sua brevità si eleva a testimonianza di crimini contro l’umanità. La visione dei bombardamenti israeliani sul popolo di Gaza è devastante… la telecamera (o uno smartphone, probabilmente) si concentra su un padre inginocchiato tra i resti della sua casa che piange disperatamente sui corpi seppelliti dalle macerie e invoca il nome del figlio morto, Sahid… il pianto e il silenzio esondano nei titoli di coda privi di commento musicale. Un finale che esprime una fortissima carica emotiva e azzera qualsiasi distacco comunicazionale nello spettatore.

NAZA ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026… il pubblico in sala ha sortito 25 minuti di applausi (uno tra i più lunghi registrati nella storia della mostra)… subito dopo la presentazione del documentario a Venezia, il ministro della Cultura Miki Zohar ha definito il film “vile” e ha annunciato di voler “agire immediatamente” per revocare la cittadinanza israeliana ad Abraham e Szor, accusandoli di “tradimento contro lo Stato” e di “autodisprezzo” che li spinge a danneggiare la propria patria per ottenere applausi da “antisemiti di tutto il mondo” (Rai news.it). La voce di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati… ha definito l’opera un “sedicente reportage” e un prodotto da “fiction politica”. Da vecchio fascista del MIS mai pentito… come la signora Giorgia Meloni, del resto… Mollicone sembra non capire che essere scemo vuol dire non essere frainteso.

Ogni tirannia ha i suoi deliri e le mattanze su civili o dissidenti o ribelli che attua è destinata a capitolare… Nietzsche diceva: “Non abbiate rispetto per la storia bensì il coraggio di farla”, e i palestinesi questo coraggio lo hanno dimostrato, e verrà il tempo in cui la gente come Benjamin Netanyahu, Miki Zohar, Eyal Zamir, David Zini, Itamar Ben-Gvir e i loro giannizzeri saranno appesi per il collo agli altari delle loro infauste chiese. Ogni dispotismo è la negazione della libertà di pensiero… è l’esaltazione traboccante della stupidità… è il sentimento di morte che sconvolge l’incoscienza e la coscienza dell’uomo comune e l’indirizza verso un destino inesorabile… solo quando l’uomo prenderà le propria testa nelle sue mani e decreterà lo scannatoio del militarismo, dello sciovinismo, del colonialismo, dell’industrialismo finanziario e dei partiti… ci sarà la rivoluzione della bellezza nelle strade della Terra.

Per chiudere come per aprire… verità e libertà sono complementari e nessun governo le può soffocare né distruggere totalmente… perché sono erbe dello stesso prato dove cresce l’amore dell’uomo per l’uomo. Il governo sionista israeliano non ha capito che la libertà di un popolo non può essere soffocata con le bombe né col genocidio… poiché la libertà vive nel vento e nell’atto che ci rende liberi… nessuno la può ingabbiare a lungo, perché ogni libertà è una nascita. Buona visione.

Piombino, dal vicolo dei gatti in amore, 14 volte ottobre 2026