Sulla fotografia della Shoah: L’iconologia dell’orrore nei campi di sterminio nazisti
di Pino Bertelli
“Quando alla fine ti arrenderai a noi, accadrà per tua spontanea volontà. Non eliminiamo l’eretico perché ci resiste, anzi: finché resiste, non lo eliminiamo. Semmai lo convertiamo, ci impadroniamo dei suoi pensieri più intimi, gli diamo una nuova forma. Debelliamo tutto il male e tutte le chimere; lo portiamo dalla nostra parte, non nell’apparenza ma nel profondo, anima e corpo”.
George Orwell
« — Sono venuto per farti domande, disse il discepolo.
— Da parte mia non aspettarti nessun insegnamento, rispose il maestro.
Abbiamo avuto la stessa luce da condividere: è questo il nostro povero sapere.
— Devo dunque abbandonarti così presto?, disse il discepolo.
Pazienza, rispose il maestro. Farò del mio meglio per darti una mano.
T’insegnerò poco alla volta a disimparare ».
Edmond Jabès
“A giudicarla dai tiranni che ha prodotto,
la nostra epoca sarà stata tutto, tranne che mediocre”.
E.M. Cioran
«Proverbio cinese: “Quando un solo cane si mette ad abbaiare a un’ombra, diecimila cani ne fanno una realtà” [da qui provengono i campi di sterminio nazisti e i gulag stalinisti]. Da mettere in epigrafe a ogni commento sulle ideologie».
E.M. Cioran
«Se noi disponessimo totalmente della nostra vita, l’anarchia sarebbe completa.
Davanti a chi, davanti a che cosa indietreggeremmo?
Vivremmo allora in un mondo dove i mediocri sarebbero rari quanto oggi lo sono i geni».
E.M. Cioran