Categoria:Fotografia

Historìa di un’icona del ‘900: Il bambino del ghetto di Varsavia, 1943

Historìa di un’icona del ‘900: Il bambino del ghetto di Varsavia, 1943

luglio 10, 2021

“Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell’anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo e infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti”.

Giobbe Covatta

153 visualizzazioni
Éric Schwab. Sulla fotografia della violenza governata

Éric Schwab. Sulla fotografia della violenza governata

maggio 16, 2021

“Per ogni persona che sia mai stata in un campo di concentramento, ogni lager che esista in qualche parte della terra è una ferita che brucia: se penso a un uomo che giace sul suo tavolaccio in un lager sovietico, egli è in quel momento mio compagno di prigionia, e tutto quello che gli fanno, lo fanno a me”.
Simon Wiesenthal

129 visualizzazioni
Contro la fotoclastia della Shoah

Contro la fotoclastia della Shoah

aprile 16, 2021

Frammento sull’amore che non incorona né crocifigge né assolve le brutalità della storia

per Annamaria,
perché conosce la nobiltà di non giudicare (secondo gli imperativi della societ  istituita)
il diverso da sé, apre le porte allo straniero, veste gli ignudi e spezza il pane con chi non ne ha,
e senza nemmeno aspirare alla santità …
per Alessia,
che vive all’incrocio dei venti e raccoglie lacrime d’amore
e ne fa dono a Lui, a Lei, che sono naviganti di bellezza e di giustizia…
per l’uomo delle stelle
che si porta nel cuore infinite tenerezze… e s’addossa fragilità, disagi, cadute…
e con la leggerezza delle farfalle in amore restituisce dignità, amicizia, fraternità
alle anime perse o in volo verso la pienezza della vita.

“Attraverso la dittatura dell’immagine la razza ariana diventata finalmente quello che non
era riuscita a essere cinquant’anni fa: Claudia Schiffer è riuscita dove Adolf Hitler ha fallito”.
Oliviero Toscan

129 visualizzazioni
Steve McCurry Sulla fotografia dello spettacolo

Steve McCurry Sulla fotografia dello spettacolo

marzo 18, 2021

[ Il mondo esiste per cadere in una fotografia! dal taccuino di un fotografo di strada…]
“Lo spettacolo non è un insieme di immagini, ma un rapporto sociale fra individui, mediato dalle immagini (…).
Lo spettacolo, compreso nella sua totalità, è nello stesso tempo il risultato e il progetto del modo di produzione
esistente (…). Lo spettacolo è il discorso ininterrotto che l’ordine presente tiene su se stesso, il suo monologo
elogiativo. È l’autoritratto del potere all’epoca della gestione totalitaria delle condizioni di esistenza”.
Guy Debord

81 visualizzazioni
Lisette Model. Sulla fotografia del disinganno

Lisette Model. Sulla fotografia del disinganno

febbraio 09, 2021

“La percezione di sé o la coscienza di sé sono la consapevolezza del corpo nella sua risposta viva o spontanea. Il
sé è il corpo, che comprende la mente; è il corpo che reagisce indipendentemente dall’io. Quindi, io sono più
cosciente di me stesso quando sono affamato, stanco, assonnato o eccitato o quando sento dolore o piacere”.
Alexander Lowen

82 visualizzazioni
Germaine Krull. Sulla fotografia saffica

Germaine Krull. Sulla fotografia saffica

gennaio 05, 2021
365 visualizzazioni
Maria Di Pietro – Sulla fotografia della vita quotidiana d’una contagiata dal Coronavirus e l’immagine contaminata di un popolo nella civiltà dello spettacolo

Maria Di Pietro – Sulla fotografia della vita quotidiana d’una contagiata dal Coronavirus e l’immagine contaminata di un popolo nella civiltà dello spettacolo

ottobre 11, 2020

a Lei e Lei,
perché non hanno smarrito i baci al profumo di tiglio
e compreso che i corpi in amore hanno l’eternità dietro e davanti a sé…

« Le quattro direzioni saranno colpite dalla siccità e appariranno continuamente presagi di sventura. Le dieci azioni malvagie aumenteranno, in particolare la collera, l’avidità e la stupidità, e gli uomini non si preoccupe- ranno dei loro padri e delle loro madri più di quanto facciano i caprioli (…). Uomini devoti, nell’era della confu- sione e malvagità dopo la mia morte, il paese cadrà nella devastazione e nel disordine, gli uomini si deruberanno l’un l’altro e la popolazione sarò ridotta alla fame. A causa della fame a quel tempo molti uomini decideranno di lasciare le loro case [ per farsi monaci ]. Tali uomini si chiamano “zucche pelate”. Quando questa folla di “zuc- che pelate” vedrà qualcuno che cerca di proteggere il corretto insegnamento, lo inseguirà e lo caccerà, o addi- rittura lo ferirà o lo ucciderà. Questa è la ragione per cui io, adesso, do il permesso ai monaci che osservano i precetti di associarsi ai laici che portano spade e bastoni. E, anche se essi recano spade e bastoni, io li chiamerò uomini che osservano i precetti ».

Dal trattato, Adottare l’insegnamento corretto per la pace del paese, di Nichiren Daishonin, 1260

563 visualizzazioni
Francesca Grispello. Sulle fotoscritture del corpo come anima in amore e l’iconografia della seduzione come fragilità della bellezza

Francesca Grispello. Sulle fotoscritture del corpo come anima in amore e l’iconografia della seduzione come fragilità della bellezza

marzo 01, 2020

alle magnifiche fanciulle delle fiumane di miele nei canneti fruscianti di vento e di sale…

“Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora. Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga, di vivere fino al lontano giorno in cui avrai la risposta”.

Rainer Maria Rilke

1138 visualizzazioni
Edward Burtynsky – Sulla fotografia della bellezza e poetica dell’insorgenza

Edward Burtynsky – Sulla fotografia della bellezza e poetica dell’insorgenza

febbraio 23, 2020

“Nell’amore come nella bellezza, ogni vero sguardo è uno sguardo incrociato…
tra colui che guarda e colui che è guardato… Uno sguardo privo
di relazioni difficilmente ha acceso la bellezza.
Gli sguardi incrociati sono gli unici in grado di far scaturire la scintilla che illumina…
i soli a permettere alla luce divina di giungere a rivelazione.
Ma in un’autentica esperienza d’amore e di bellezza”.
François Cheng

977 visualizzazioni
Wilhelm Brasse – Il fotografo di Auschwitz e sulla fotografia della Shoah

Wilhelm Brasse – Il fotografo di Auschwitz e sulla fotografia della Shoah

settembre 05, 2019

« Un giorno che tornavamo dal lavoro vedemmo tre forche drizzate sul piazzale dell’appello:
tre corvi neri.  Appello. Le S.S. intorno a noi con le mitragliatrici puntate: la tradizionale cerimonia.
Tre condannati incatenati, e fra loro il piccolo pipel, l’angelo dagli occhi tristi.
Le S.S. sembravano più preoccupate. Più inquiete del solito.
Impiccare un ragazzo davanti a migliaia di spettatori non era un affare da poco…
Tutti gli occhi erano fissati sul bambino. Era livido, quasi calmo, e si mordeva le labbra.
L’ombra della forca lo copriva… I tre condannati salirono insieme sulle loro seggiole.
I tre colli vennero introdotti contemporaneamente nei nodi scorsoi.
– Viva la libertà! – gridarono i due adulti. Il piccolo, lui, taceva.
– Dov’è il Buon Dio? Dov’e? – domandò qualcuno dietro di me.
A un cenno del capo del campo le tre seggiole vennero tolte.
Silenzio assoluto. All’orizzonte il sole tramontava…
Poi cominciò la sfilata. I due adulti non vivevano più. La lingua pendula, ingrossata, bluastra.
Ma la terza corda non era immobile: anche se lievemente il bambino viveva ancora…
Più di una mezz’ora restò così, a lottare fra la vita e la morte, agonizzando sotto i nostri occhi.
E noi dovevamo guardarlo bene in faccia. Era ancora vivo quando gli passai davanti.
La lingua era ancora rossa, gli occhi non ancora spenti. Dietro di me udii il solito uomo domandare:
– Dov’è dunque Dio? E io sentivo in me una voce che gli rispondeva:
– Dov’è? Eccolo: è appeso lì, a quella forca… Quella sera la zuppa aveva un sapore di cadavere »1.

Elie Wiesel (superstite dei campi di concentramento di Auschwitz, Buchenwald, Buna)

4476 visualizzazioni