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L’ITALIA DEI COLPI DI STATO. STORIE DI BURATTINI E DI BURATTINAI, DI RICATTI POLITICI E DI MICCE SPENTE ALL’ULTIMO MINUTO: NOMI, COGNOMI E AMICIZIE SEGRETE \DEGLI UOMINI CHE HANNO ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA

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L’ITALIA DEI COLPI DI STATO. STORIE DI BURATTINI E DI BURATTINAI, DI RICATTI POLITICI E DI MICCE SPENTE ALL’ULTIMO MINUTO: NOMI, COGNOMI E AMICIZIE SEGRETE  \DEGLI UOMINI CHE HANNO ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA

di Gianni Flamini, pp. 253, Newton Compton, 2007, Euro 14, 90

L’Italia dei colpi di Stato. Storie di burattini e di burattinai, di ricatti politici e di micce spente all’ultimo minuto: nomi, cognomi e amicizie segrete degli uomini che hanno attentato alla democrazia, scritto dal giornalista di Gianni Flamini, è una specie di libro-inchiesta sui “golpe rossi”, “golpe neri”, “golpe finiti nel ridicolo” (come quello del 1974, di Edgardo Sogno), i servizi segreti, il terrore della rivoluzione comunista… e porta alla luce i personaggi istituzionali che hanno attraversato la “zona d’ombra”, si fa per dire, della politica italiana dopo la caduta del fascismo.

Le cose, le situazioni, gli accadimenti raccolti da Flamini sono conosciuti ma non è male ricordare alle giovani generazioni o chi voglia rileggere la storia della Repubblica italiana, figure preminenti della politica coinvolte nei tentativi di instaurare un potere forte, centralizzato, autoritario in Italia, e così sfilano uno accanto all’altro nomi come De Lorenzo, Borghese, Sogno, i piani oscuri della Loggia P.2, le alleanze misteriose della destra eversiva e il ruolo dei servizi segreti all’interno di un‘istituzione perennemente deviata, gli interessi speculativi del Vaticano contro il montare del “terrore rosso”.

Le collusioni fra governanti e criminalità comune sono sottolineate con cura e Flamini ha il coraggio etico di accostare Andreotti, Cossiga, Gelli, Fanfani, Moro… a personaggi piuttosto sporchi dello scenario politico italiano come Pacciardi, Cavallo, Borghese, Miceli, De Lorenzo, Fumagalli, Freda, Ventura, Maletti, Santovito, Sogno, Taviani, Sindona… il giornalista sviscera date e fatti nei trent’anni in cui lo spettro del colpo di Stato che ha aleggiato sulla storia della Repubblica nata dalla Resistenza.

A leggere questo libro ci assalgono molti dubbi. Non sappiamo se ridere o piangere su questi modelli di golpe (alla cilena, greca, massonico, da manuale della Cia…) che tendevano a imbavagliare l’emersione delle sinistre nel Paese. Negli anni della “guerra fredda”, presidenti della Repubblica, generali dei carabinieri, servizi deviati, ex-fascisti repubblichini, deputati, imprenditori… si fanno propulsori e mandanti di una serie di scempiaggini contro i cittadini italiani. Si trovano a fianco o compromessi con mafie, camorre, criminalità di bassa forza, nel tentativo — peraltro maldestro o imbecille —, di rifondare uno “Stato duro” e alzare una barriera visibile contro il comunismo. La macchina impazzita che costruiscono è fatta di mercenari, armi nascoste nei rifugi degli alpini, schedature di politici, militari, parroci, operai sindacalizzati… ed è orchestrata per abbattere l’ascesa delle sinistre al governo. Il libro di Flamini è una lettura importante, diretta, pulita, agile e il giornalista non teme di schierarsi a difesa della libertà e della democrazia, per non dimenticare.

18 volte gennaio, 2008

 

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