La fotografia in rivolta
di Pino Bertelli, febbraio 2019
CONTROSTORIA DELLA FOTOGRAFIA ATTRAVERSO LE OPERE DI 31 GRANDI ARTISTI
di Pino Bertelli, febbraio 2019
CONTROSTORIA DELLA FOTOGRAFIA ATTRAVERSO LE OPERE DI 31 GRANDI ARTISTI
Traduzione di Adriano Orefice
Titolo originale The hunting of the Snark.
I edizione nel Covile n° 690,
marzo 2012.
LA FOTOGRAFIA IN RIVOLTA È UNA CONTROSTORIA DELLA FOTOGRAFIA ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO FOTOGRAFICO DI 31 AUTORI DIVERSI, A VOLTE ANCHE CONTRASTANTI TRA LORO.
di Pino Bertelli, 2018
“Noi non vogliamo essere dei giustizieri, ma dei signori senza schiavi che ritrovano, al di là della distruzione della schiavitù, una nuova innocenza, una grazia di vivere. Si tratta di distruggere il nemico, non di giudicarlo… ci sono delle giornate rivoluzionarie che valgono secoli…”
(Raoul Vaneigem).
P. Bertelli, A. M. Casiello, F. Cocifoglia, A. Mussari, M. A. Selvaggia cura di Maria Antonietta Selvaggio, 2018
Edizioni LA CITTA’ DEL SOLE
a ricordo del Maggio ’68, esce il libro di Pino Bertelli e Danilo De Marco. “Fotografia di resistenza e in subordinazione”, Circolo culturale il Menocchio 2018 (si trova nelle librerie che reputiamo giuste o su richiesta alla casa editrice).
UN LIBRO FOTOGRAFICO DI PINO BERTELLI
Pino Bertelli ci propone anche un sogno, il sogno che possa ripetersi, nel nostro presente, una pagina dimenticata ma bellissima della nostra storia nazionale: quando il primo operaio entrò nel Parlamento italiano. Era il 1900, quell’operaio si chiamava Pietro Chiesa ed era verniciatore al porto di Genova. Pietro Chiesa entra timido nel Palazzo ma Filippo Turati si alza e così si rivolge alla Camera: “Signori deputati, in piedi, entra il lavoro!” (Paola Pellegrini).
DOCUMENTI DEL PROCESSO DI DON MILANI
Risposta di don Lorenzo Milani ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell’ 11-2-1965 in cui si accusavano gli obiettori di viltà
L’INTERNAZIONALE SITUAZIONISTA E LA RIVOLTA DELLA GIOIA NEL ’68
di Pino Bertelli
di Pino Bertelli, 2017. Buenaventura Durruti Editore – Barcellona.
“Col pretesto che il cinema è nato ieri
noi ce ne serviamo infantilmente nelle stesso modo
in cui un papà balbetta per farsi comprendere dal suo bimbo.
Dirigersi verso un cinema sociale è consentire di svolgere
una miriade di soggetti che l’attualità
consentirebbe di rimuovere di continuo.
È liberarsi da due paia di labbra che mettono tremila metri
per unirsi e quasi altrettanti per staccarsi”.
Jean Vigo