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QUANDO C’ERA BERLINGUER! (2014) di Walter Veltroni

Inserito da serrilux

QUANDO C’ERA BERLINGUER! (2014) di Walter Veltroni

“al mio babbo, che non ha votato mai, perché diceva (a ragione) che il parlamento è un covo di serpi … alla mia mamma, che ha sempre votato PCI, perché pensava (sbagliando) che le serpi fossero altrove…”
“Bisogna restare nella legalità! E noi ci resteremo!
A costo di dover imbracciare il mitra e inchiodare al muro tutti i nemici del popolo!”
dal film Don Camillo (1952), di Julien Duvivier

I. LA GRANDE SCHIFEZZA DELLA SINISTRA AL CAVIALE

Le lacrime amare di burattinai e burattini del PCI. Il cinema è la più grande favola mai raccontata … la missione di ogni film è di portare a buon fine (cioè al botteghino) la menzogna che incarna… è sempre quello che ammiriamo a qualificarci servi del mercato o eretici del disinganno… il sintomo più sicuro della sterilità delle idee è il successo… i discendenti dei ghigliottinati lo sanno, non si abita un partito, si abita una lingua e il dizionario del boia.

Un partito è questo e nient’altro. “I partiti sono organismi costituiti in maniera tale da uccidere il senso della verità e della giustizia” (Simone Weil), ed è per questo che vanno soppressi.

Vi è del ciarlatano in qualunque politico che trionfi in qualsiasi parlamento. Le ideologie, come le religioni, hanno eretto (ed erigono) campi di concentramento in dispregio dei popoli, e i politici (insieme ai finanzieri, ai militari, alle mafie, alle dittature dell’informazione) sono gli artefici principali della domesticazione sociale.

Avendo rinunciato alla santità, ci pregiamo di dire che in ogni politico alberga il profeta e l’assassino, e quando si erge a capo di un popolo c’è un po’ più dolore nel mondo.

Va detto. Il cinema italiano si distingue nel tanfo dello stile… benevolenza, genuflessione, ruffianeria… sono gli utensili espressivi meglio usati… la critica velinara (la più vigliacca e prezzolata della terra) li sostiene, li vezzeggia, li premia… piovono Oscar invece che pietre e il fascino della repellenza porta a buon fine la mistica dell’inconcepibile e della bruttura fantasmata come arte. Nulla eguaglia, non solo nel cinema, la cialtroneria del bel Paese… e sono molti i rimbecilliti del consenso che impiccano l’intelligenza agli architravi della farsa elettorale… senza sapere mai che la democrazia rappresentativa è una fogna a cielo aperto, e l’unica possibilitàper un cittadino di contare non solo il giorno delle elezioni, è nel debutto di una democrazia diretta, partecipata o consiliare. Non si può assistere a tanta mediocrità politica, religiosa, sindacale, intellettuale… orchestrata da astuti burattinai ed eseguita da patetici burattini, senza una qualche forma di rivolta… basterebbe che gli uomini si rendessero contro della fame di bellezza che c’è nei loro cuori e scoppierebbe la rivoluzione nelle strade … (continua …)

Danilo De Marco. Sulla fotografia di resistenza e insubordinazione

Danilo De Marco Danilo De Marco Danilo De Marco Danilo De Marco

Pedro Luis Raota. Sulla fotografia dell’assurdo

Pedro Luis Raota Pedro Luis Raota Pedro Luis Raota Pedro Luis Raota

James Natchwey. Sulla fotografia del dolore e le lacrime dei vinti

James Natchwey James Natchwey James Natchwey James Natchwey