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Della grazia, dell’amore e dell’eresia dell’Anarca

Inserito da serrilux

Della grazia, dell’amore e dell’eresia dell’Anarca

Piccolo abbecedario della lingua santa dell’Anarca

“Gli uomini liberi sono forti anche dove rappresentano un’esigua minoranza…
La paura può essere sconfitta da ogni singolo uomo, purché si riconosca nel proprio potere…
Il passaggio al bosco è un atto di libertà nella catastrofe…
Il Ribelle varca con le proprie forze il meridiano zero…
Nell’ambito delle terapie mediche, nel diritto e dell’uso delle armi
la decisione è sovrana spetta solamente a lui…”.
Ernst Jünger

I. DELLA GRAZIA
Piccolo abbecedario della lingua santa dell’Anarca.

L’iconografia della grazia è in ogni luogo dove la vita non è. La fine del nomadismo ha coinciso con l’instaurazione delle ghigliottine della Chiesa e “lo stesso Dio, rivolgendosiagli uomini dall’alto della forca dove ha impiccato suo figlio, prodigherà loro il suo consigliodi amarsi l’un l’altro” (Raoul Vaneigem). Fra le rovine del giardino incantato, dove l’Uomo e la Donna hanno mangiato il frutto della conoscenza del bene e del male, s’annidano le inquietanti figure del popolo nascosto (fate, elfi, gnomi, draghi, angeli, diavoli, streghe…) che hanno rubato la spada e l’aspersorio grondanti di sangue dellasanta romana chiesa e li hanno gettati negli abissi dell’anima. Le sole persone con le quali stiamo bene in compagnia sono i folli, i briganti, i “freaks” e gli eresiarchi. Il rigore, l’onorabilità e il decoro li riserviamo alla bestialità della fede, della politica, dell’economia, del sapere… decomposti nella civiltà dello spettacolo. La cultura di un’epoca si misura sul numero di morti ammazzati nei campi di sterminio… per i camini sono passati idiversi, le minoranze, i quasi adatti che affermavano la propria identità e il proprio esilio contro tutto ciò che è e che n on è ancora. Il respiro della felicità superiore emerge sul disincanto dell’estasi come confine con dio… la salvezza è il tormento degli assassini, deisanti e dei profeti spettacolarizzati della modernità … ciò che trabocca dalla vita è l’insieme dei propri disgusti che riflettono una missione: quella d’avere piena coscienza di essere così stupidi da sperimentare tutti i coraggi, tranne quello di spararsi (…)

 

 

Pedro Luis Raota. Sulla fotografia dell’assurdo

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Diane Arbus. L’Angelo nero della fotografia in anarchia

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James Natchwey. Sulla fotografia del dolore e le lacrime dei vinti

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LIU XIA: Sulla fotografia dei diritti umani

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